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Il gruppo GeneraLife al Congresso Nazionale della Sifes-Mr

Il gruppo GeneraLife partecipa al Congresso Nazionale della Società italiana di Fertilità e Sterilità-Medicina della Riproduzione (Sifes-MR) di Riccione, dal 7 al 9 ottobre, con ben 9 presentazioni orali, che saranno tutte tenute da professionisti ‘under 40’ . 

Ecco una sintesi dei temi affrontati:

• In un programma di ovo-donazione con transfer di blastocisti, il BMI delle riceventi, se elevato, si associa ad un maggior rischio di aborto. Si conferma l’importanza dell’associazione tra nutrizione e fertilità sia nel periodo preconcezionale che durante la gravidanza.

• Il ‘grading’ degli embrioni in centri diversi è scarsamente riproducibile: la valutazione della qualità embrionale è un parametro soggettivo sufficientemente omogeneo tra embriologi dello stesso centro, ma ancora poco consistente da embriologi di centri differenti. L’avanzamento dei sistemi di intelligenza artificiale potrebbe aiutare in futuro a standardizzare e rendere riproducibile questa pratica clinica fondamentale per la selezione embrionale.

• In due diversi studi che saranno presentati al congresso, uno retrospettivo e uno prospettico, gli esperti GeneraLife stanno validando l’utilizzo di score generati da sistemi di intelligenza artificiale per la valutazione della qualità embrionale. I primi risultati mostrano una buona correlazione tra gli score utilizzati, la valutazione morfologica effettuata da operatori esperti e l’euploidia.

• Uno studio sul meccanismo cellulare con il quale il TSH (ormone tireotropo o tireostimolante) può influenzare negativamente il corpo luteo ed essere una concausa di aborto spontaneo.

• Al congresso Sifes-MR, infine, sono stati presentati alla platea italiana alcuni importanti studi che sono stati oggetto di comunicazioni all’ultimo congresso ESHRE, per stimolare il dibattito nella comunità scientifica nazionale.

Fra questi: la durata della crioconservazione delle blastocisti, che si può spingere fino a diversi anni, non influenza i risultati clinici, ostetrici e perinatali in seguito a un ciclo di Pma; la doppia stimolazione (una seconda stimolazione nello stesso ciclo ovarico, il cosiddetto protocollo “DuoStim”) si conferma sempre più una strategia efficace e personalizzata per le pazienti in età materna avanzata e/o con ridotta riserva ovarica, anche se suggerita “in corso” a fronte dell’esito del primo prelievo ovocitario; il protocollo di preparazione dell’endometrio non influenza il tasso di nati vivi dopo trasferimenti di singole blastocisti euploidi sottoposte a vitrificazione; infine, è stato illustrato uno studio sulle anomalie dello sviluppo embrionario preimpianto e il loro effetto sulla blastulazione in pazienti con cicli multipli di Pma.

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